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Blera

Annoverata da Plinio tra le minori città etrusche, ricordata da Strabone e Tolomeo, Blera è situata ancora su uno stretto e sinuoso promontorio tufaceo lungo m. 1500, intervallato da tre fossati, ai cui lati scorrono le acqua del Rio Canale e del Biedano. L’abitato moderno dal tipico aspetto medievale non ne occupa che la parte orientale, la rimanente (Petrolo), oggi abbandonata e in parte divenuta terreno agricolo conserva modesti resti di mura, tracce della via consolare Clodia che l’attraversava e un articolato impianto di smaltimento delle acque con pozzi e cunicoli. La via consolare Clodia che giungendo da Barbarano Romano, attraversava la cittadina è ben visibile nel suo tracciato con le tagliate nel tufo ma soprattutto con i resti monumentali di due ponti in blocchi di tufo in opera quadrata: quello del Diavolo (fine II - inizi I sec. a.C.) e quello della Rocca Blera si formò nel corso dell’VIII sec. a.C. ed ebbe la sua massima fioritura dovuta all’agricoltura ed al commercio nel corso del VI, ma le testimonianze archeologiche perdurano consistenti fino al I a.C. Questa secolare vitalità ha originato le vaste necropoli che occupano con razionali ordini successivi i fianchi delle rupi che l’attorniano ove pur nell’uso agricolo continuato nei secoli, sono visibili tutte le tipologie delle tombe etrusche, dalle fosse ai tumuli, alle tombe a camera agli ipogei gentilizi ai grandi colombari.

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