 |
San Giovenale (Blera)
Luogo di ricerche e scavi dell’Istituto Svedese che vide l’opera appassionata del re
Gustavo VI Adolfo di Svezia fu uno dei centri interni della lucumonia di Tarquinia.
L’abitato, oggi solo un campo deserto, è su una dorsale di tufo che si erge sul lato
meridionale dalle acque del fiume Vesca con alte rupi a precipizio alte oltre 40 m.
Tre grandi fossati, intervallano il pianoro che conserva ben visibili i resti di un
castello del XIII secolo della potente famiglia dei Di Vico e della modesta chiesetta dedicata al
Santo di Narni che dà il nome alla località. Capanne di forma ovale documentano l’occupazione del
sito fin dall’Età del Bronzo, cui succede, sempre in capanne, l’Età del Ferro. Conservati sotto
tettoie sono visibili i resti di diverse abitazioni etrusche realizzate in blocchi di tufo che sono
assieme a quelle di Acquarossa (Ferento) tra le più antiche testimonianze dell’architettura domestica
italica ed etrusca (VI sec. a.C.).

| |