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Tarquinia
La storia di Tarquinia, città madre dell’Etruria, si identifica con quella del Popolo etrusco.
L’atto stesso della sua fondazione effettuata dal mitico Tarconte (da cui Tarchna) fu reso sacro
dalla prodigiosa apparizione del fanciullo Tagete nato dalle zolle di Tarquinia. E Tarquinia nel
contesto delle dodici città etrusche sempre ha goduto di un primato e di un prestigio che altre
non avevano. Sebbene la presenza umana sul territorio abbia lasciato tracce nella più profonda
preistoria, è nel X, ma ancor più nel IX che sull’area della Civita si riuniscono le genti di
diversi villaggi della zona dando vita a quella complessa aggregazione sociale che oggi chiamiamo città.
Ne rimangono a testimonianza le ricche necropoli villanoviane e i resti dei villaggi che le originarono.
I mille anni di Tarquinia etrusca sono bene illustrati nelle sale del rinascimentale palazzo
Vitelleschi in un museo nazionale che raccoglie migliaia di reperti, vasi e oggetti villanoviani,
ceramica etrusca e greca con capolavori unici, sarcofagi e bronzi, gioielli e sculture, ex voto e
monete. Vi sono ricomposte anche quattro tombe a camera i cui dipinti vennero a suo tempo 'strappati'
con tecnica moderna dagli antichi ipogei. Sono: la tomba delle Olimpiadi, della Nave, del Triclinio, e
delle Bighe (fine VI - V sec. a.C.).

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